Preferisco non vedere

Tecnica mista: linoleumgrafia, acrilico, collage.

80x120 cm

La cecità volontaria e la difesa: Il titolo "Preferisco non guardare" (o "Prefiero no mirar") evoca una forte ispirazione psicologica: il rifiuto deliberato di assistere a una realtà dolorosa, violenta, o semplicemente sovraccarica di stimoli. È l'atto di proteggersi, di chiudere i ponti con l'esterno per preservare la propria integrità interiore.

L’opera è un ritratto femminile fortemente simbolico e concettuale, dominato da tonalità fredde e inserti materici. La figura, posta frontalmente su uno sfondo blu notte profondo, indossa un abito damascato blu con un ampio colletto geometrico dorato e un fazzoletto in testa realizzato a collage.
Il fulcro drammatico dell’opera risiede nel volto della donna, che si presenta privo di lineamenti definiti, con la pelle di un color azzurro chiarissimo e quasi etereo. All’altezza degli occhi, la visione è letteralmente negata e sbarrata da un’applicazione tridimensionale di fili o rametti scuri e rigidi intrecciati orizzontalmente. Anche le labbra sono appena accennate attraverso un frammento di collage. Questa forte combinazione di elementi grafici e materici traduce visivamente il titolo dell’opera, evocando un senso di cecità volontaria, isolamento protettivo e rinuncia deliberata al guardare il mondo esterno.

DESCRIZIONE OPERA

Composizione e Stile
La figura femminile è ritratta frontalmente e a mezzo busto, immersa in uno sfondo blu notte profondo e strutturato. L’abbigliamento gioca su netti contrasti geometrici e grafici in perfetto stile Pop Art: indossa un abito damascato blu con un ampio colletto dorato a motivi geometrici, mentre la testa è avvolta da un fazzoletto realizzato a collage con frammenti di carta dai tocchi arancioni e turchesi.
Il Volto e la Negazione della Vista
Il fulcro dell’opera risiede nel volto azzurro-ghiaccio della donna, volutamente svuotato di lineamenti reali e privato del naso, assumendo un aspetto etereo e universale. Le labbra sono appena accennate da un ritaglio di giornale, ma il vero elemento di rottura è la barriera tridimensionale applicata sugli occhi: una fitta matassa di fili o rametti scuri e rigidi che taglia orizzontalmente il viso.
Significato Sintetico
Questo inserto materico sbarra fisicamente la vista, traducendo alla perfezione il titolo dell’opera. Rappresenta una cecità volontaria, un atto di rifiuto e autodifesa psicologica nei confronti di una realtà esterna diventata troppo dolorosa o opprimente da guardare.

SIGNIFICATO DELL'OPERA

L’opera è una potente allegoria della cecità volontaria e dell’autodifesa psicologica.
La matassa di fili rigidi e scuri che sbarra gli occhi della donna rappresenta il rifiuto deliberato di guardare una realtà esterna diventata troppo dolorosa, violenta o opprimente. Cancellando i lineamenti del volto e bloccando la vista con un elemento quasi tagliente, l’artista esprime la necessità di proteggersi dal mondo, chiudendo i canali di comunicazione visiva per preservare l’integrità e la pace del proprio spazio interiore.

DETTAGLI DELL' OPERA
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OPERA AMBIENTATA
INFORMAZIONI TECNICHE

CODICE OPERA: AM16

ANNO: 2024

TITOLO OPERA: Preferisco non vedere

TECNICA: Tecnica mista: linoleumgrafia, acrilico, collage.

DIMENSIONI: 80x120 cm

PESO: 1,5 kg

CORNICE: No

INSTALLAZIONE: Parete

COLLABORAZIONI: No

CERTIFICATO DI AUTENTICITÀ: Sì

ESPOSIZIONI E RICONOSCIMENTI
Marzo 2025: FIERA A MADRID ARTIST 360
FIERA A DUBAI WAD
Gennaio 2025: MOSTRA COLLETTIVA WP GALLERY MADRID
SERIE DI APPARTENENZA
Mujeres

Mujeres

Mujeres è una ricerca artistica dedicata all’universo femminile contemporaneo. Attraverso figure intense, simboliche e profondamente espressive, Angela Matera esplora temi come identità, relazioni, trasformazione, forza e vulnerabilità.

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